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LA SCUOLA ITALIANA
Come la penso io Domanda: è possibile garantire ai propri figli la fruizione del servizio scolastico mondato da ogni riferimento alla religione cattolica, che di fatto è l'unica ammessa all'interno delle scuole italiane come "disciplina"? Sembra che la legge dica di sì. Non abbiate paura di sostenere la vostra posizione: siete nel giusto, non chiedete altro infatti che il rispetto di diritti sanciti per legge. Non è un modo per dire che siete anticattolici (ed è una critica ingiusta che spesso mi sono sentita rivolgere) ma un modo per dire che volete che la religione sia lasciata alle famiglie, alle case, alla vita sociale propria di ciascuno, e che non faccia parte dell'educazione scolastica. Avvalersi o non avvalersi Le modalità e i limiti dell'insegnamento della religione cattolica (rc) in Italia seguono norme legislative precise. Lo scopo primario di tali normative è di garantire il diritto di ognuno di scegliere se avvalersi o non avvalersi di tale insegnamento, in maniera tale che la scelta non comporti per l'alunno alcuna discriminazione (vedi sezione "Normativa"). Gli alunni che scelgono di non avvalersi delle ore di rc possono scegliere se fruire di attività alternative, che vengono gestite su progetto appositamente preparato e approvato dal Collegio docenti; oppure avere l'entrata posticipata/l'uscita anticipata alle/dalle lezioni. Nonostante tali precise normative, però, nelle scuole italiane si assiste ad iniziative di docenti o dirigenti scolastici in netto contrasto con la legge. Gli esempi potrebbero essere tanti: perché la violazione dei diritti relativi alle norme citate e da quelle ad esse collegate si concretizza in mille modi, e i vostri figli presumibilmente li hanno sperimentati sulla loro pelle o lo faranno presto. I primi ad essere chiamati alla tutela dei diritti violati siamo noi genitori. Spesso poi c'è una lunga strada da percorrere, sia per individuare la violazione vera e propria, sia per trovare una soluzione fattibile. Infatti spesso eventi relativi al cattolicesimo vengono contrabbandati come eventi culturali "italiani". Secondo me, la scuola italiana dovrebbe essere TUTTE E TRE queste cose... contemporaneamente (ma non si verifica, ahimè, se non in rarissimi casi): - pubblica perché è di tutti e di tutte; - laica perché pone al suo centro la ricerca della conoscenza e non l'adesione a un credo; - plurale perché tutti hanno diritto di cittadinanza con la storia, la cultura e i valori di cui sono portatori.
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